Disturbi del sonno: possono aumentare il rischio cardiovascolare?

I disturbi del sonno sono in aumento e si stanno diffondendo anche tra i più giovani. Un buon riposo è fondamentale per ridurre lo stress, che è un fattore di rischio cardiovascolare. Approfondisce questo tema il Prof. Roberto Volpe, Lipidologo, Nutrizionista e Ricercatore CNR.

di Redazione 22 Settembre 2017

Nel corso degli anni, quindi nella terza età, negli anziani, nelle donne in post-menopausa, abbiamo una minor produzione di melatonina e questo comporta difficoltà ad addormentarsi e insonnia.

Un problema anche tra i più giovani

Tuttavia, se limitassimo questo problema solo alla terza età faremmo un discorso non più attuale perché il problema della qualità del sonno oggi riguarda anche e soprattutto le nuove generazioni. Infatti, purtroppo o per fortuna, siamo quasi sempre connessi: specialmente le nuove generazioni sono sempre in rete con lo smartphone.

Di conseguenza, veniamo sottoposti continuamente a degli stimoli e ciò ha portato nel tempo sia alla riduzione delle ore dedicate al sonno, sia ad un peggioramento della qualità del sonno, dal momento che un sonno frammentato non può definirsi ristoratore. A tal proposito, è famoso uno studio condotto qualche anno fa dall’Università di Harvard, in cui emergeva che 7-8 ore di sonno a notte è la quantità ideale.

La carenza di sonno causa stress

Purtroppo, invece, nella realtà questo numero è minore: ebbene, questo peggiora la situazione dal punto di vista della qualità, ma crea anche un maggiore stress per l’organismo che, come sappiamo, è un importante fattore di rischio cardiovascolare.


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