Rischio cardiovascolare, cos’è e come si calcola

È possibile misurare la probabilità di andare incontro a una malattia a carico del cuore o dei vasi sanguigni, semplicemente partendo dalla conoscenza di alcuni fattori di rischio. Un controllo da fare con il medico di base

di Redazione 9 Giugno 2017

Medico valuta la cartella del proprio pazienteIl rischio cardiovascolare globale assoluto è un indicatore che consente di misurare la probabilità di andare incontro a una malattia a carico del cuore o dei vasi sanguigni, conoscendo il livello di alcuni fattori di rischio.

Come si calcola il rischio cardiovascolare

Il rischio cardiovascolare viene calcolato valutando complessivamente una serie di fattori, relativi, da un lato, alle caratteristiche della popolazione di riferimento alla quale appartiene un individuo e, dall’altro, a fattori squisitamente personali. Il risultato è un valore che va al di là della somma delle singole parti, per fornire una valutazione globale più ampia.

Il rischio globale assoluto viene calcolato utilizzando funzioni matematiche che includono tre elementi:

  • valori di riferimento relativi ai fattori di rischio nella popolazione di appartenenza (ad esempio, la media dei valori di colesterolemia e di pressione arteriosa nella popolazione);
  • coefficienti di rischio (fattori moltiplicativi) che attribuiscono un peso eziologico a ogni singolo fattore;
  • probabilità di sopravvivere senza la malattia da parte della popolazione stessa.

Il valore del rischio cardiovascolare viene calcolato a partire dai principali fattori di rischio presenti e consente l’uso di opzioni multiple al trattamento delle persone con rischio aumentato. A partire da queste funzioni l’istituto superiore di sanità ha messo a punto due strumenti di valutazione del rischio globale assoluto: le carte del rischio cardiovascolare e il punteggio individuale.

La carta del rischio cardiovascolare

La carta del rischio cardiovascolare viene usata per individuare la probabilità che un individuo ha di andare incontro a un primo evento cardiovascolare maggiore (infarto del miocardio o ictus) nei 10 anni successivi, a partire dalla conoscenza del valore di sei fattori di rischio: età, sesso, fumo, diabete, colesterolemia totale e pressione sistolica. La carta può essere utilizzata solo per persone che non hanno mai avuto un evento cardiovascolare.

Il punteggio individuale

Il punteggio individuale fornisce una stima più precisa poiché prende in esame i valori continui di alcuni fattori di rischio considerati dalla carta del rischio, e cioè l’età, la colesterolemia totale, l’HDL e la pressione arteriosa sistolica. In più inserisce nella stima anche la terapia anti-ipertensiva, tenendo conto quindi che il valore di pressione sistolica registrato in alcuni casi è dovuto anche al trattamento in corso.

Il parere del medico, una valutazione imprescindibile

Le stime sono attendibili se i fattori di rischio vengono misurati seguendo la metodologia standardizzata ed è per questo che deve essere elaborata dal medico di base.


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