Trigliceridi, cosa sono e a cosa servono

Tutto quello che c’è da sapere sui trigliceridi, le riserve di energia del nostro organismo che diventano pericolose per il cuore se presenti in eccesso nel sangue

di Redazione 6 Giugno 2017

Cuore e stetoscopioI trigliceridi sono dei grassi presenti nel nostro organismo e costituiscono una importante riserva di energia. Diventano però pericolosi per la nostra salute nel momento in cui il loro livello cresce in maniera eccessiva nel sangue.

Cosa sono i trigliceridi

I trigliceridi sono delle molecole lipidiche. Vengono prodotti dall’intestino tenue a partire dai grassi introdotti con l’alimentazione e dal fegato a partire dagli zuccheri in eccesso.  Ne sentiamo spesso parlare in associazione con il colesterolo, un altro grasso che circola nel sangue e che fa aumentare il rischio di malattie cardiovascolari gravi, come infarto e ictus, quando presenta un tasso troppo alto.

A cosa servono

I trigliceridi hanno un ruolo fondamentale nell’organismo: rappresentano il nostro serbatoio di energia. La prima fonte di energia del corpo umano è costituita dagli zuccheri. Si tratta però di una scorta che si consuma facilmente. Così, una volta esaurito il deposito di zuccheri a disposizione (detto glicogeno), l’organismo attinge agli acidi grassi, cioè ai trigliceridi.

I trigliceridi portano inoltre nel sangue le vitamine A, D, E e K.

Come si produce l’energia

Come tutti i grassi, per poter essere trasportati nell’organismo i trigliceridi devono associarsi alle lipoproteine. Tre sono le lipoproteine che contengono trigliceridi: le prime sono dette chilomicroni e vengono prodotte dall’intestino tenue dopo i pasti; le seconde, le lipoproteine a bassa densità (very low density lipoproteins, VLDL), sono generate dal fegato a partire dagli zuccheri; le terze, le lipoproteine a media densità (intermediate density lipoproteins, IDL), derivano dalla conversione delle VLDL.

I chilomicroni e le VLDL circolano nel sangue e, grazie a un processo di degradazione denominato ß-ossidazione, vengono trasformate in acidi grassi liberi, diventando così sorgente di energia per i tessuti.

Gli acidi grassi in eccesso vengono infine immagazzinati negli adipociti, cellule grasse che formano la riserva energetica del nostro organismo.

I rischi dell’accumulo dei trigliceridi

Immagine di vasi sanguigni in sezione, con placca aterosclerotica
Placca aterosclerotica

Quando i trigliceridi si accumulano e presentano livelli troppo elevati nel sangue (ipertrigliceridemia), si corre il pericolo che si formino placche aterosclerotiche sulle pareti dei vasi sanguigni, inducendo irrigidimento delle arterie e facendo quindi crescere il rischio di infarto e ictus. Un rischio che aumenta quando i trigliceridi si accompagnano all’obesità o al diabete.

Le cure

Medico mostra un piccolo cuscino rosso a forma di cuoreSia i trigliceridi che il colesterolo sono fattori di rischio cardiovascolare. Tuttavia abbiamo più familiarità con il secondo che non con i primi. L’ipertrigliceridemia è invece molto più frequente dell’ipercolesterolemia: l’ipercolesterolemia famigliare presenta infatti un caso ogni 300-400 persone, contro un caso ogni 100 persone dell’ipertrigliceridemia.

Di qui la necessità di tenerli entro i livelli di guardia, sia con una dieta appropriata sia con altri presidi non farmacologici o farmacologici.


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