Intolleranza al lattosio: sintomi, stile di vita e ruolo degli integratori

Intervista alla presidentessa dell’Associazione italiana latto-intolleranti (Aili), Maria Sole Facioni

di Redazione 25 Agosto 2017

Le alternative al latte vaccino: mandorla, sesamo, risoDolori addominali, meteorismo, digestione lenta, pesantezza di stomaco, diarrea o stipsi sono i sintomi più comuni dell’intolleranza al lattosio. Un problema difficile da diagnosticare, che recentemente ha trovato un valido aiuto nel mondo degli integratori.

I sintomi dell’intolleranza al lattosio purtroppo sono sovrapponibili a quelli di altre patologie gastro-intestinali, intolleranze ed allergie e questo comporta spesso un ritardo nella diagnosi”, spiega Maria Sole Facioni, presidentessa dell’Associazione italiana latto-intolleranti (Aili), onlus nata 4 anni fa dall’esperienza personale della sua fondatrice. “Dopo anni e anni di peripezie mediche e malesseri (anche importanti) per arrivare finalmente alla diagnosi di intolleranza al lattosio, cercavo risposte in un’associazione di riferimento – aggiunge Facioni –. Non trovandone alcuna, ho deciso di fondarne una che si facesse carico di questa grossa responsabilità e allo stesso tempo fosse di aiuto a tutti coloro che hanno avuto o vivono la mia stessa esperienza”.

Come si manifesta l’intolleranza al lattosio?

Il quadro clinico che ne deriva è caratterizzato principalmente da dolori addominali di tipo crampiforme, meteorismo, distensione addominale, digestione lenta, pesantezza di stomaco, senso di gonfiore gastrico e diarrea (ma in alcuni casi ci può essere anche stipsi) che insorgono da 1-2 ore a qualche ore dopo l’ingestione di alimenti che contengono lattosio. Tuttavia si possono presentare anche sintomi più generici tra cui mal di testa, stanchezza, nausea, eruzioni cutanee. La sintomatologia varia da paziente a paziente, con manifestazioni di diversa entità ed importanza, a seconda del grado di carenza di produzione della lattasi.

Che cos’è il lattosio?

Il lattosio è il principale zucchero del latte (tra cui latte di mucca, di capra, di asina oltre che latte materno) presente anche in altri prodotti caseari e derivati del latte. È molto importante ricordare che il lattosio non si trova solo in questi prodotti, è infatti facile trovarlo in molti cibi tra cui salumi, piatti pronti, prodotti da forno dolci e salati, gelati… la lista è lunghissima, senza dimenticare integratori e farmaci.

Quali sono i test da eseguire per accertare la reale insorgenza di tale intolleranza?

La diagnosi si basa principalmente su due specifiche metodiche: H2-Breath Test e Test genetico. Il test finora più diffuso è il Breath Test: dopo un’apposita preparazione, si valuta la presenza di idrogeno nell’espirato prima e dopo la somministrazione di circa 25gr di lattosio, prelevando 8 campioni di aria ottenuti facendo soffiare il paziente in una sacca a intervalli regolari per un tempo di 4 ore. Il test genetico generalmente consiste in un tampone buccale per il prelievo salivare da cui viene estratto il DNA ed analizzata una specifica variazione (C/T-13910) nel gene che produce la lattasi. Breath Test e test genetico non sono test alternativi, perché forniscono informazioni diverse, mi piace definirli complementari.

Come si può convivere con l’intolleranza al lattosio?

L’unica terapia è l’esclusione dalla dieta degli alimenti contenenti lattosio per permettere la remissione completa di tutti i sintomi e la ripresa della normale funzionalità intestinale. Purtroppo non è così semplice capire quali sono i cibi che si possono mangiare, quali assolutamente no e quali con moderazione. Può capitare che la sola esclusione dalla dieta di lattosio non sia la soluzione a tutti i problemi. È fondamentale che un bravo specialista faccia un’anamnesi corretta del paziente.

Che cosa bisogna leggere sulle etichette degli alimenti per essere certi di poterli consumare?

Leggere le etichette è un’impresa ardua! Il primo consiglio che diamo è leggere attentamente tutta la lista degli ingredienti del prodotto che ci accingiamo a comprare. Attenzione, non si trova solo la parola lattosio, ma anche i suoi succedanei. Senza dimenticare poi la % residua di lattosio nei prodotti delattosati.  E questo significa spendere ore al supermercato!

Che ruolo giocano gli integratori nei soggetti con intolleranza al lattosio?

Gli integratori possono giocare ruoli fondamentali per noi intolleranti, a partire dal ripristino delle condizioni ottimali della nostra flora batterica (danneggiata per lungo tempo dal nostro nemico lattosio!) per arrivare al famoso “jolly” integratore di lattasi.

Quali sono i vantaggi dell’assunzione di integratori specifici in caso di intolleranza al lattosio?

Il vantaggio principale è quello di potersi tutelare con l’assunzione di una o più compresse di lattasi quando non siamo sicuri di cosa ci accingiamo a mangiare e, generalmente, questo accade fuori dalle mura domestiche. Altrimenti sono utili quando ci vogliamo togliere uno sfizio e decidiamo di giocarci il jolly (come lo definisco io!) per mangiare un piatto o un gelato che contiene lattosio, latte e derivati. Attenzione però al dosaggio, all’inizio non è così facile regolarsi!

Meglio integratori o meglio alimenti privi di lattosio?

Sicuramente la dieta priva di lattosio è la miglior terapia, poi come detto sopra, gli integratori sono veramente utili in determinate situazioni. Non tutti riescono però a tollerare l’integratore di lattasi, probabilmente a causa di altre alterazioni del sistema gastro-intestinale.

Oggi è sempre più sviluppata la tendenza ad eliminare un ingrediente dalla dieta perché si teme l’insorgenza di una intolleranza. È un comportamento corretto?

No, assolutamente. È necessario eliminare uno specifico ingrediente dalla propria dieta solo se accertato da specifiche analisi effettuate con test scientificamente riconosciuti. Altrimenti, l’esclusione di determinati alimenti potrebbe davvero scatenare l’insorgenza di un’intolleranza.

Quante persone hanno questo problema in Italia?

Ad oggi si stima che circa il 50% della nostra popolazione sia intollerante al lattosio, stando ai dati dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) pubblicati nel 2010. Purtroppo non ci sono dati più recenti, ma le nostre attività sul territorio e i test genetici che mettiamo a disposizione durante i nostri stand confermano questo dato.

Quali sono le attività svolte dalla vostra associazione?

L’Aili tutela la salute delle persone intolleranti al lattosio e compie una capillare azione informativa sul territorio nazionale. Ogni giorno presta le proprie competenze per rispondere alle centinaia di richieste che arrivano via email, telefono, chat e social. Tra le attività statuarie dell’Associazione hanno un’importante rilievo la partecipazione ad eventi del settore come fiere, workshop, show cooking, oltre che all’organizzazione di convegni ed interventi all’interno di saloni internazionali. AILI ha intrapreso da qualche anno rapporti con le nostre Istituzioni come il Ministero della Salute e il Parlamento Europeo, nonché con le Autorità locali.


La riproduzione di questo contenuto è consentita previa autorizzazione della redazione ed esclusivamente includendo il link di riferimento alla fonte www.portaleintegratori.it

ASSOCIAZIONE ITALIANA LATTO-INTOLLERANTI ONLUS (AILI) rappresenta l’Associazione di riferimento per la categoria degli intolleranti al lattosio in Italia.

Vitafoods Europe è il più approfondito evento dedicato al mondo della nutraceutica. Nel 2017 ha ospitato 1.100 espositori e 21.000 visitatori.

Seguici sui nostri social: