La metafora del cacciavite funziona bene per tutte le vitamine, tranne che per la D. In effetti, tendiamo a classificarla come vitamina, ma in realtà è l’unica a non esserlo veramente, in quanto è più simile ad un ormone e, in questo senso, lavora in maniera diversa.
Perché la vitamina D è così importante
Viene definita “regina” perché, mentre per le altre vitamine negli ultimi dieci anni non si è scoperto niente di nuovo, per la vitamina D, a partire dal 2006, sono state fatte delle osservazioni che le hanno attribuito un’importanza sempre maggiore, anche in ambiti dove non era prevedibile pensare che in qualche modo potesse “funzionare”.
Dove si trova la vitamina D
Esistono cinque tipi di vitamina D (D1, D2, D3, D4, D5), ma per l’uomo sono rilevanti solo la D2 e la D3.
Possiamo ricavare la D2 alimentandoci, ad esempio, con vegetali a foglia verde. Troviamo, invece, la D3 in alimenti come l’olio di fegato di merluzzo, il fegato, il pesce, le uova.
La funzione dei reni
Nella forma in cui si trovano, però, non sono ancora utili per il nostro organismo: perché lo diventino, occorre che vengano elaborate ulteriormente dai reni, fino a che si trasformino in quella che riteniamo classicamente vitamina D e che è nota ai biochimici come 1,25-diidrossicolecalciferolo.
Senza il lavoro dei reni che agiscono su questa sostanza, quindi, non avremmo una vitamina D realmente capace di funzionare per il nostro organismo.