I probiotici potrebbero migliorare funzioni cognitive, resistenza allo stress e qualità del sonno, vediamo come

di Redazione 27 Settembre 2021

Torniamo a occuparci del rapporto intestino-cervello: uno studio italiano dimostra efficacia di due probiotici sul benessere psicologico

Il microbiota interviene all’interno dell’asse intestino-cervello modulando, tra gli altri, processi di sintesi di neurotrasmettitori. Mantenere un microbiota bilanciato, anche con probiotici, è fondamentale. Vediamo il dettaglio, riprendendo Microbioma.it che ringraziamo.

Cosa ci dice lo studio
In questo studio è stata testata in-vitro e in uno studio clinico aperto la capacità di cinque ceppi probiotici di modulare specifici marcatori di stress per valutare differenti performance cognitive e tono dell’umore.

Conclusioni
Tra i probiotici analizzati, L. reuteri PBS072 e B. breve BB077 hanno dimostrato un miglioramento significativo delle funzioni cognitive, della memoria, dell’attenzione, della qualità del sonno e dell’ansia.

Risultati incoraggianti nel miglioramento delle funzioni cognitive, resistenza allo stress e qualità del sonno da parte dei ceppi probiotici Limosilactobacillus reuteri PBS072 e Bifidobacterium breve BB077 grazie alla loro capacità di promuovere la produzione di serotonina a livello intestinale, neurotrasmettitore essenziale nell’attività cerebrale e dell’umore. 

Lo conclude lo studio italiano coordinato da Francesco Puoci dell’Università della Calabria (Cosenza) di recente pubblicato su Neuropsychobiology

Intestino-cervello: il ruolo dei probiotici

L’esistenza dell’asse intestino-cervello intesa come la comunicazione bidirezionale tra i due organi principalmente mediata dal microbiota intestinale è cosa nota. 

Consolidate inoltre le evidenze che sostengono come un equilibrio del microbiota intestinale sia fondamentale per uno corretto dialogo tra questi due organi.

Meno certi sono però i mezzi con i quali poter intervenire efficacemente in caso di disequilibrio o in ottica di prevenzione nonostante diversi probiotici in grado di stimolare la produzione di neurotrasmettitori stiano dando buoni risultati.

Ma quali probiotici? Non essendo tutti uguali, e avendo proprietà altamente dipendenti dal ceppo e dalle condizioni dell’ospite, gli effetti hanno spesso dato in diversi studi dati contrastanti o poco chiari. 

Allo scopo di approfondirne ulteriormente l’efficacia di utilizzo, il team di ricercatori italiani ha testato in- vitro le qualità di cinque ceppi probiotici (Limosilactobacillus reuteri PBS072, Limosilactobacillus fermentum PBS073, Bifidobacterium animalis subsp. lactis BL050, Bifidobacterium breve BB077, and Bifidobacterium longum subsp. longum BLG240; 109 CFU/mL) nella modulazione di neurotrasmettitori quali serotonina e acido y-aminobutirrico (GABA) e dell’enzima demetilasi 1 specifica per lisina (LSD1) dato il loro ruolo primario nel controllo delle attività cerebrali. 

I corrispondenti effetti sono stati poi valutati in uno studio clinico aperto su 30 soggetti sottoposti a stress da esame. Ecco quanto emerso.

I risultati dello studio in vitro

Dalle prime analisi in-vitro (neuroblasti) si è visto che:

  • I livelli di serotonina sono significativamente diminuiti dopo l’induzione dello stress con cortisolo indipendentemente dalla presenza dei probiotici
  • Influenza probiotico-dipendente invece per il GABA dopo l’esposizione allo stress (cortisolo). È stato osservato un aumento significativo per L. reuteri PBS072, B. breve BB077, B. lactis BL050 e B. longum BLG240 rispetto alla baseline, diminuito invece nel controllo positivo.
  • Effetti positivi di L. fermentum PBS073, L. reuteri PBS072, B. breve BB077 e B. lactis BL050 nella modulazione di LSD1 portandola ai livelli pre-stress. Parziale effetto invece per B. longum BLG240

Il 90% della serotonina è prodotta a livello intestinale. Da linee cellulari cerebrali si è quindi passato ad altre enteriche (Caco2) testando i tre ceppi più promettenti (esclusi B. longum BLG240 e L. fermentum PBS073). 

L. reuteri PBS072 e B. breve BB077 sono stati in grado di riportare i livelli di serotonina ai livelli pre-cortisolo, paragonabili al controllo negativo (attività basale in assenza di stress). Efficacia parziale invece di B. lactis BL050.

I risultati dello studio clinico

L. reuteri PBS072 e B. breve BB077 hanno quindi dimostrato di essere i migliori candidati per il passaggio in clinica. A 27 studenti universitari (età media 18-25 anni) in periodo di esami è stato quindi somministrato il complesso probiotico (2 × 109 CFU di L. reuteri PBS072 e 2 × 109 CFU B. breve BB077) per 28 giorni consecutivi. 

Al termine sono state quindi valutate le funzionalità cognitive (memoria nel breve termine, problem-solving, attenzione), ansia, qualità del sonno e risposta allo stress attraverso test/questionari ad hoc ed esami clinici. 

Al termine del trattamento, gli studenti hanno registrato:

  • Un significativo miglioramento (+28%) delle risposte corrette nel test di memoria a breve termine basato su parole comuni con una riduzione del 41% delle parole mancanti. Analoghi risultati con un secondo test basato sul memorizzare nomi e cognomi 
  • Effetti positivi sul problem-solving. Nonostante non sia stata raggiunta la significatività nel numero di risposte corrette, si è invece ridotta notevolmente la latenza nella risposta raggiungendo un -21% al termine dello studio
  • Migliore anche l’attenzione con circa il 12% di risposte corrette in più rispetto alla baseline in meno tempo (risultato non significativo)
  • Significativo invece il miglioramento della qualità del sonno misurato con una scala per la valutazione dell’insonnia 
  • Riduzione fisiologica dello stress osservata con un calo dei livelli di cortisolo fino al 33%

Conclusioni

In questo studio, il supplemento composto da L. reuteri PBS072 e B. breve BB077 ha dimostrato di avere effetti positivi sul benessere psicologico e fisico (sonno) in soggetti sotto-stress


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